
AVVISI PARROCCHIALI
Bollettino parrocchiale
Febbraio 2026

“Padre Maccalli annuncio di speranza”
Febbraio è un mese di passaggio.
Non è ancora Quaresima, ma ci prepara ad essa.
È un tempo più silenzioso, che invita a fermarsi, a guardarsi dentro, a rimettere al centro ciò che conta davvero.
In questo cammino ci accompagna la testimonianza di padre Pier Luigi Maccalli, missionario, che abbiamo avuto la gioia di ascoltare anche nella nostra parrocchia.
La sua storia non è solo un racconto di sofferenza, ma una forte testimonianza di fede.
“Resistere per esistere”: con queste parole padre Maccalli descrive i due lunghi anni vissuti in prigionia nel deserto del Sahel. È stato portato via di notte, senza nulla, privato della libertà, incatenato. In quel tempo duro ha conosciuto la paura, il pianto e anche il senso di fallimento. Ma proprio lì ha scoperto ciò che non può essere tolto: la fede.
Durante la prigionia, il suo sostegno più grande è stata la preghiera semplice: quella del mattino e della sera, il rosario imparato da bambino. Una preghiera povera, ripetuta, ma vera. Spesso ha gridato a Dio le sue domande: “Dove sei? Perché mi hai abbandonato?” Domande che non allontanano da Dio, ma nascono da un cuore che continua a fidarsi.
Padre Maccalli racconta che quel tempo, che sembrava inutile e sprecato, è diventato invece un tempo prezioso. Un tempo di silenzio, di purificazione, di ritorno all’essenziale. Anche senza poter celebrare la Messa, offriva ogni giorno la sua vita al Signore, dicendo: “Non ho altra offerta che l’offerta della mia vita”.
Il suo corpo era prigioniero, ma il suo cuore era libero. Nella preghiera tornava con la mente e con l’affetto ai villaggi, alle persone incontrate in missione, soprattutto ai più poveri e ai bambini. Così ha capito che la missione non è solo fare tante cose, ma restare fedeli, anche nel silenzio. La missione, prima di tutto, è opera di Dio.
Colpisce anche il suo atteggiamento verso i carcerieri: nessun odio, ma tanta tristezza. Erano giovani confusi, ingannati dalla violenza. Per loro ha pregato e ha augurato di scoprire un giorno che siamo tutti fratelli.
All’inizio di febbraio, mentre ci avviciniamo alla Quaresima, questa testimonianza ci aiuta a farci una domanda importante: da cosa siamo legati noi? E dove cerchiamo la vera libertà?
La Quaresima sarà un tempo per liberarci da ciò che pesa, per tornare all’essenziale, per affidarci di più a Dio. Come ci insegna Padre Maccalli, anche nei momenti più bui il cuore può restare libero. E anche le prove, vissute con fede, possono diventare una strada di speranza.
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don Alessandro, don Giosuè, don Francesco e don Nino